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MOBILITA' DEGLI ITALIANI. IL RAPPORTO AUDIMOB

 

Il "Rapporto Audimob sulla mobilità degli italiani" è una elaborazione di dati realizzata da Isfort in collaborazione con il CNEL e il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che fornisce il quadro della mobilità in Italia nel 2020, profondamente modificata rispetto agli anni scorsi per via della pandemia che si è abbattuta sul sistema dei trasporti, determinando il -67% degli spostamenti giornalieri e il -84% di passeggeri per Km percorsi.

L’Osservatorio «Audimob», realizzato da Isfort, si basa su un’indagine campionaria annuale sulla mobilità della popolazione italiana tra 14 e 80 anni, attraverso interviste telefoniche (70% del totale, con metodo CATI) e via computer (30% del totale, con metodo CAWI); l’indagine è attualmente alimentata da 20 annualità, dal 2000 al 2019 (il 2020 è in corso di completamento).

Il campione di intervistati, statisticamente rappresentativo, è distribuito su base regionale e per principali caratteri demografici della popolazione; nel 2019 sono stati intervistati complessivamente 16.200 individui. L’indagine rileva in modo analitico le caratteristiche dello spostamento: lunghezza e tempo di percorrenza, origine e destinazione, motivazione, sistematicità, mezzo di trasporto utilizzato (distinto per eventuali tratte dello spostamento)

Il Rapporto si costruisce in tre parti: 

  • La Parte I del Rapporto è dedicata, come da tradizione, al monitoraggio sulla domanda di mobilità dei cittadini, attraverso la lettura in profondità dei dati delle indagini dell’Osservatorio “Audimob”. I diversi capitoli della sezione sono costruiti alternando lo sguardo retrospettivo sulla serie storica dell’Osservatorio con l’analisi degli andamenti nel 2020.
  • La Parte II contiene i focus tematici e settoriali, relativi in particolare al trasporto pubblico locale, alla mobilità privata motorizzata, alla sharing mobility e micromobilità, alla sicurezza e incidentalità stradale. Anche in questo caso i dati raccolti e commentati cercano di fare il punto sia sulle tendenze di medio periodo, sia sulla congiuntura di questi ultimi mesi.
  • La Parte III infine ha un taglio monografico, focalizzato sulla mobilità dolce nelle aree urbane, descrivendo le attuali linee di sviluppo, anche attraverso confronti con le città europee, e ragionando su scenari e politiche per il post-pandemia.

L'auto nel 2019 si conferma il mezzo più utilizzato (+3,5%) ed è, per gli italiani, una sorta di protezione che tiene al sicuro. Sicurezza relativa, però: gli incidenti nel 2019 calano ma restano comunque numerosi.

 Il 2020 sta segnando, nella mobilità dei cittadini, una linea netta di cesura rispetto ad alcune tendenze consolidate.

  • Il primo punto di rottura è determinato dall'andamento dei volumi di mobilità. Se nel biennio 2017-2019 si era assistito a una ripresa della domanda, dopo una fase quasi decennale di riduzione (dalla crisi economica del 2008), nel 2020 si è registrato l'atteso crollo verticale durante il lockdown, stimabile nell'ordine del 67% in meno di spostamenti giornalieri e dell'84% in meno di passeggeri-km percorsi.
  • Il secondo punto di rottura, molto rilevante, riguarda il riparto modale: il 2019 non è stato un anno positivo per la mobilità attiva (piedi, bicicletta) che, nel suo insieme, ha perso quasi 4 punti di share attestandosi al 24,1%. Si è quindi interrotto un trend positivo decennale per la mobilità dolce. Hanno beneficiato di questo “sorprendente” calo sia l'auto, che ha consolidato la propria dominante posizione di mercato (62,5% di domanda soddisfatta) sia l'insieme dei trasporti pubblici (dal 9,7% al 10,8%). Ma proprio sui trasporti pubblici si è scatenata una polemica dopo il blocco totale. In più, la paura degli italiani di contrarre il virus sui mezzi pubblici ha fatto perdere oltre un terzo dello share di mercato e quasi il 50% dei passeggeri.

 Il tasso di mobilità sostenibile è sceso nel 2019 al 35%, un livello più basso di quello di inizio millennio (37,2% nel 2002); per il 2020 è prevedibile un rialzo dell'indice, per effetto soprattutto della grande crescita delle soluzioni di trasporto senza motore, che tuttavia non supererà la soglia del 40%, confermando così i deboli progressi del trasporto ecologico nel nostro Paese.

E i monopattini? Quasi la metà degli intervistati (43%) manifesta un forte interesse verso questo nuovo mezzo di spostamento, ma molti sono preoccupati per la sicurezza: quasi tutti (80%) chiedono regole ferree per il loro utilizzo. 

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